John McTernan e la Chiesa Evangelica Internazionale

© a cura del Comitato “Storia Pentecostale”.

John McTernan, all’anagrafe Johnny Black, nacque il 20 settembre 1920 da una famiglia di origini irlandese e morì nel luglio del 1975 a Los Angeles, California. Cresciuto in un contesto religioso conservatore, si trasferì a Los Angeles dove frequentò l’Assemblea Cristiana Pentecostale Italiana. Qui conobbe e sposò Grace Angelica Lo Monico (1922–2022) il 21 settembre 1946.

Cerchiamo di vedere, in breve, un po’ la sua vita. Probabilmente torneremo su questo articolo con ulteriori aggiornamenti.

Formazione teologica e partenza per l’Italia

Nel 1956, all’età di trentasei anni, si iscrive al L.I.F.E. Bible College, istituto biblico collegato all’International Church of the Foursquare Gospel (Chiesa del Vangelo Quadrangolare) fondata da Aimee Semple McPherson (1890-1944), un altro personaggio ambiguo e pieno di contraddizioni di cui si riporta una scheda alla fine dell’articolo. Questa denominazione pentecostale, nota per il suo fervore carismatico e le sue strategie di marketing religioso, rappresenta il trampolino di lancio per McTernan. Si diploma nel 1958 (The Foursquare Magazine, luglio 1958, p. 25) e viene subito inviato come “missionario” a Roma nel 1959. È quantomeno singolare che J. McTernan s’iscriva alla Scuola Biblica quando ha già 36 anni e dopo due anni, finito il corso, è subito inviato a 38 ani in “missione” in Italia. Se a questo aggiungiamo che del Nostro non siamo riusciti a scoprire nulla dei suoi primi anni di vita, ad eccezione di dettagli insignificanti (come quello che fosse di origine irlandese) allora ecco che scorgiamo dei sospetti in virtù della sua doppia vita come si spiegherà dopo.

Nel gennaio dello stesso anno, McTernan scrive alla sua denominazione descrivendo Roma come una “terra di tenebre spirituali” e dichiarando di essere circondato da un numero apparentemente infinito di giovani tra i 14 e i 21 anni (The Foursquare Magazine, gennaio 1959, p. 32). Questo tono enfatico, è tipico dello stile pentecostale americano che tende a gonfiare cifre e narrazioni per scopi propagandistici. Le chiese evangeliche americane hanno l’abitudine a mentire, e questo modus operandi caratterizzerà tutta la carriera evangelica di McTernan.

Missioni, retorica apocalittica e raccolta fondi

Nelle sue comunicazioni con la denominazione e l’agenzia missionaria che l’aveva inviato, McTernan adottò uno stile retorico e spesso esagerato, tipico del sensazionalismo che caratterizza da sempre il pentecostalismo, soprattutto americano. Nel febbraio 1960, McTernan scrive un appello accorato sostenendo che l’Italia è “un terreno pronto per la raccolta” e che “l’urgenza di vincere anime per Cristo” è motivata dalla presunta imminenza del ritorno segreto e invisibile di Cristo per rapire la Chiesa e distinto da un altro ritorno visibile, secondo l’insegnamento dispensazionalista promosso dai massoni John N. Darby (legato anche all’occultismo) e del pregiudicato C.S. Scofield (finanziato dai Rockefeller per promovuore il sionismo) che ha prodotto le correnti millenariste a cui aderirono anche molte denominazioni pentecostali (The Foursquare Magazine, febbraio 1960, vol. 33, n. 2, p. 31). Ed infatti tali pressioni psicologiche si rivelano efficaci nel manipolare i fedeli: basti pensare che il 25 novembre 1960, durante un raduno missionario della Foursquare Church a Long Beach, furono raccolti ben 5.000 dollari dell’epoca in una sola sera, somma che, secondo l’indice dei prezzi al consumo (CPI‑U) elaborato dal Bureau of Labor Statistics (BLS; CPI‑U 1960 ≈ 29,6; CPI 2024 ≈ 312–315) corrisponde oggi a circa 52.736 dollari. Questo dimostra l’abilità di McTernan nel riuscire a muovere importanti somme di denaro.

Nel 1962, John e Grace McTernan pubblicano un altro messaggio trionfalistico sulla rivista The Foursquare Magazine (giugno 1962, p. 32), informando dell’apertura di una missione anche a Fiumicino. Nello stesso numero, racconta che nella comunità di Roma è stato celebrato il matrimonio di Silvano Rinaldini, direttore del coro, e Maria Carla. Due persone che poi diventeranno abbastanza noti tra i pentecostali romani della chiesa ADI di Roma, via dei Bruzi, dove si trasferiranno. Questi eventi, benché minori, venivano narrati con enfasi per rafforzare il senso di successo del ministero. Sulla scorta di testimonianze di prima mano raccolte da F. Chinnici a seguito di testimonianze private e registrate con il past. ADI B. Frattarelli, che ha conosciuto personalmente John McTernan e ne fu anche un suo giovanissimo collaboratore, McTernan emerge come una persona elegante, affabile e dai modi garbati che amava giocare a golf con i cardinali del Vaticano con cui intratteneva relazioni amicali.

L’acquisto della proprietà a Roma

Nel 1964, John e la moglie Grace tornano negli Stati Uniti per qualche mese, come fanno spesso i missionari. Quella è anche l’occasione per raccogliere ulteriori fondi da destinare (si disse) all’acquisto di una proprietà a Roma. Si tratta del cinema Marconi ubicato in Via Giuseppe Chiovenda. Il locale sarà effettivamente acquistato e diventerà la sede della “Chiesa Evangelica Internazionale e Associazione Missionaria” (C.E.I.A.M.) fondata proprio in quegli anni da McTernan e ancora oggi esistente. Durante una sola serata riescono a ottenere 3.500 dollari, una somma considerevole per l’epoca (The Foursquare Magazine, maggio 1964, p. 31). Tuttavia, rimane ignoto quanti di questi fondi furono effettivamente impiegati per l’acquisto della proprietà e quanti presero altre strade considerando che i fedeli di Roma furono, comunque, sottoposti a una forte pressione psicologica per contribuire economicamente. Nel sito ufficiale della Chiesa si legge che il locale fu acquistato interamente dalla dott.ssa Vera Gross. Se è così, allora a cosa sono serviti quei 3.500 dollari dal momento che sono la somma delle offerte dei fedeli americani (N.B. di una sola sera) che hanno partecipato a quel particolare raduno dedicato esclusivamente all’Italia in cui stella polare fu proprio J. MacTernan che predicò per l’occasione?

Ad ogni modo, a conferma dell’importanza strategica di questo progetto, uno dei responsabili dell’agenzia missionaria, il Rev. Darnall, poco dopo visitò la comunità di Roma probabilmente per verificare personalmente gli avanzamenti dei lavori (Foursquare World Advance, settembre 1964, vol. 1, n. 1, p. 12).

Titoli accademici e carriera controversa

Nel 1971, all’età di 51 anni, McTernan, improvvisamente viene chiamato per la prima volta con il titolo di “Dottore” (Church of God Evangel, 13 dicembre 1971, p. 20), benché non vi siano prove documentali di un dottorato (Phd) ottenuto in qualche istituto accreditato. Questo è un fenomeno molto diffuso nel mondo pentecostale che amano in modo particolare i titoli: teologi (due esempi su tutti: tali Mario D’Angelo e Cristiano D’Ottavio della “Chiesa Apostolica in Italia” autoproclamatisi “teologi”), storici (senza aver contribuito a revisionismi). In passato non pochi leader pentecostali hanno dato esami persino a ferragosto. Perlomeno così si vociferava nel sottobosco. Naturalmente abbiamo le registrazioni di queste conversazioni. Abbiamo riscontrato il titolo di “Dottore” a McTernan una sola altra volta, nel 1974, rafforzando i dubbi sulla loro autenticità. Si congettura che questi titoli, arrivatigli misteriosamente, poiché non siamo riusciti a trovare alcun riscontro nei suoi primi 36 anni di vita e che la Scuola biblica che il Nostro aveva frequentato rilasciava un semplice attestato per un corso biblico di due anni -, gli fossero arrivati da quegli stessi circuiti massonici e di intelligence in cui era incuneato. Titoli che egli poteva esibire per accedere in certi ambienti come spiegheremo tra poco.

Agente della CIA

Il coinvolgimento di John McTernan nei servizi segreti statunitensi, in particolare nella CIA, rappresenta uno degli aspetti più controversi della sua figura come c’informa (Martinez, 85). Durante la Guerra Fredda, le chiese evangeliche americane hanno svolto un ruolo significativo nel sostenere l’agenda anticomunista degli Stati Uniti, fungendo da strumenti di infiltrazione in paesi considerati a rischio di adozione del socialismo o del comunismo. Secondo l’Oxford Research Encyclopedia of Religion, gli evangelici americani hanno contribuito a plasmare la cultura politica statunitense durante la Guerra Fredda, integrando la loro narrativa escatologica con la retorica del bene contro il male promossa dai presidenti Truman ed Eisenhower. Sebbene la letteratura accademica italiana sul coinvolgimento diretto delle chiese evangeliche americane nelle operazioni della CIA durante la Guerra Fredda sia limitata, è documentato che le dinamiche diplomatiche e strategiche dell’epoca erano profondamente influenzate dalla dialettica amico-nemico tipica della Guerra Fredda. Alessandro Colombo ha evidenziato come le logiche del sistema internazionale fossero pervasivamente dominate da questa dicotomia, influenzando anche le relazioni religiose e culturali. (Colombo, 214)

In numerosi casi, missionari e organizzazioni non governative evangeliche sono stati impiegati sotto la copertura di attività di beneficenza con chiari scopi geopolitici. Come evidenziato da un articolo del “Berkley Center for Religion”, Peace & World Affairs, durante la Guerra Fredda, gli Stati Uniti hanno utilizzato la loro identità evangelica per contrastare l’attrattiva del comunismo sovietico, promuovendo valori religiosi come parte della loro strategia di politica estera. È un dato di fatto che agenti evangelici, attraverso la raccolta di informazioni e la diffusione di ideologie favorevoli agli Stati Uniti, hanno contribuito a promuovere valori capitalisti e a contrastare l’influenza sovietica. Uno studio pubblicato dall’Università di Oxford sottolinea come la CIA abbia adottato un “approccio religioso” nella conduzione della Guerra Fredda, utilizzando la religione come strumento strategico nelle operazioni di intelligence.

Questo processo di “soft power” religioso ha permesso agli Stati Uniti di estendere la loro influenza geopolitica sfruttando le risorse e le infrastrutture religiose come strumenti per l’intelligence e la diplomazia informale. Il concetto di “soft power”, introdotto da Joseph Nye, si riferisce alla capacità di un paese di persuadere altri a seguire i propri obiettivi attraverso l’attrattiva culturale e ideologica piuttosto che mediante coercizione o forza militare.

Perciò, non bisogna meravigliarsi se un movimento dinamico come quello pentecostale sia stato attenzionato, infiltrato e strumentalizzato per scopi che nulla hanno a che vedere con il Vangelo. E così anche in Italia sbarcano tanti agenti dei servizi segreti sotto varie coperture, in vari ambiti, incluso quello religioso. Pastori e missionari, come Henry H. Ness e Frank B. Gigliotti e, in questo caso specifico, McTernan rappresentano un esempio lampante di come la fede possa essere usata come copertura per operazioni di propaganda politica e raccolta di informazioni. McTernan, attraverso le sue connessioni con la Foursquare Gospel Church e altre organizzazioni internazionali, aveva accesso privilegiato a contesti in cui la politica e la religione si intrecciavano.

Nonostante le dichiarazioni pubbliche che lo presentavano come un semplice missionario, alcuni documenti e testimonianze sollevano interrogativi sul vero scopo delle sue attività. Il grande giro di denaro, i suoi accessi liberi in Vaticano e all’ambasciata americana di via Veneto, le partite a golf con cardinali e diplomatici, le sue connessioni con leader religiosi di diverse denominazioni e il coinvolgimento in eventi mondani e altri apparentemente religiosi ma con forte rilevanza politica sono tutti elementi che rafforzano questa ipotesi. E per queste ultime dichiarazioni, ci basiamo sempre sulle dichiarazioni rilasciataci da F. Chinnici che le ha ricevute direttamente (e registrate) dal past. Bruno Frattarelli che aveva conosciuto J. McTernan e ne fu suo collaboratore.

Il giro di denaro e le attività finanziarie di McTernan, come quelle di cui abbiamo già parlato, sollevano molteplici interrogativi. E poi il fatto che McTernan intrattenesse stretti legami con personalità di spicco del mondo religioso e politico, creando una rete transnazionale, ufficialmente finalizzata alla promozione del cristianesimo e all’evangelizzazione ma utilizzata come strumento per attività di intelligence e propaganda ideologica contro il blocco comunista. Ed è in questo contesto che vanno letti anche gli impegni ecumenici di John McTernan.

Impegni ecumenici

Negli anni Sessanta e Settanta, McTernan fu una figura di primo piano nel dialogo ecumenico internazionale, partecipando a numerosi incontri di alto profilo in cui collaborò attivamente con eminenti esponenti del mondo evangelico e carismatico, quali Rodman Williams, David Du Plessis e Arnold Bittlinger. In rappresentanza del cattolicesimo romano, figuravano teologi e prelati del calibro di Louis Bouyer, Killian McDonnell, Basil Meeking e, più tardi, Heribert Mühlen. I temi trattati in tali dialoghi vertevano in particolare sul ruolo dello Spirito Santo nella vita del credente e della Chiesa, con l’intento dichiarato di promuovere un cammino di riconciliazione e unità fra le diverse confessioni cristiane.

McTernan non fu un semplice partecipante, ma membro strutturale dei comitati organizzativi che gestivano tali incontri, assumendo compiti direttivi e di coordinamento. Questa posizione lo mise in contatto diretto con alti rappresentanti della Chiesa cattolica e di altre tradizioni religiose, consentendogli di intrecciare relazioni influenti sul piano sia ecclesiale che politico. Se da una parte questo impegno fu presentato come un contributo autentico alla causa dell’unità cristiana, dall’altra suscitò interrogativi circa le finalità reali di tali iniziative, soprattutto alla luce dei suoi legami con l’intelligence statunitense e con le reti neocarismatiche emergenti a livello globale.

Parallelamente al suo impegno ecumenico, McTernan sviluppò una fitta rete di collaborazioni con esponenti del movimento neocarismatico, tra cui John Levin Meares, pastore del Tempio Evangel di Washington D.C., Robert McAlister in Brasile e Benson Idahosa in Nigeria. Questa rete internazionale accrebbe la sua visibilità e rafforzò la sua influenza, facendone una figura di rilievo tanto nelle dinamiche teologiche quanto negli equilibri geopolitici del tempo.

Non di rado, le sue attività ecumeniche si intrecciavano con operazioni coperte o semi-ufficiali, contribuendo a delineare un profilo ambiguo e controverso. La sua abilità nel raccogliere fondi, nel muoversi con disinvoltura tra ambienti religiosi e diplomatici, e nel suscitare consenso attraverso un linguaggio carismatico e trionfalistico, lo rese un attore emblematico della convergenza tra religione, potere e intelligence nel contesto della Guerra Fredda.

In questo quadro, la partecipazione di McTernan a un dialogo interdenominazionale sullo Spirito Santo promosso dal Vaticano, durato cinque anni, risulta particolarmente significativa. Vi presero parte figure di rilievo come Pierre Duprey, Basil Meeking, David Du Plessis e Rodman Williams, confermando la centralità del suo ruolo nella costruzione di ponti tra chiese protestanti, cattoliche, pentecostali e anglicane. Più che un sostenitore esterno, McTernan fu dunque un protagonista interno, animato da una visione ecumenica che, sebbene avvolta da slanci spirituali, non mancava di essere accompagnata da strategie persuasive, costanti campagne di raccolta fondi e una retorica talora incline alla spettacolarizzazione del sacro.

Modernista

McTernan abbandonò alcune norme di condotta tradizionali delle chiese pentecostali italiane che in quegli anni, nonostante il virus del denominazionalismo e del modernismo inoculato con l’inganno dal massone e agente del Mossad Henry H. Ness, risentivano ancora un pochettino dell’influenza degli insegnamenti dei pionieri itaiani (L. Francescon, G. Lombardi, ecc.) come l’uso del velo femminile e il divieto di consumare dolci pasquali o natalizi (le chiese in Brasile fondate da Franncescon sono così fino ad oggi. Ma lì non c’è andato Henry H. Ness), per favorire una maggiore apertura ecumenica.

Chiesa Evangelica Internazionale e Associazione Missionaria (C.E.I.A.M.)

Prima di concludere, è opportuno segnalare un fenomeno ricorrente in molte denominazioni pentecostali: col passare del tempo, numerose organizzazioni cercano di ripulire la propria immagine pubblica rinnegando le origini e tentando di cancellare le tracce più ingombranti della propria storia. Nel contesto italiano, è emblematico il caso delle “Assemblee di Dio in Italia”, che per anni hanno cercato di rimuovere ogni riferimento ai loro veri fondatori, Henry H. Ness e Frank B. Gigliotti, figure oggi pressoché scomparse dalla memoria ufficiale.

Un meccanismo analogo si è osservato nella Chiesa Pentecostale Italiana del Canada, la cui sede storica per decenni è stata al 6724 di Fabre Street, a Montréal. Dopo uno scandalo finanziario scoppiato nel 2007 e ampiamente riportato da una serie di articoli investigativi dai media canadesi, la chiesa ha cambiato nome da “Fabre Church” in “Good News Chapel”, la denominazione ha cambiato nome da “Italian Pentecostal Church of Canada” in “Canadian Assemblies of God”, l’edificio è stato venduto, la sede, sia della chiesa che della denominazione, sono stati trasferiti in una zona distante: al 5845 boul. Couture, Saint-Léonard, Quebec. In questo modo la chiesa e la denominazione hanno provato a ripulire l’immagine dallo scandalo che, a differenza di tanti altri, era divenuto di dominio pubblico. Infatti, di quella vicenda non resta alcuna traccia, nemmeno nei motori di ricerca. Il sito internet della nuova chiesa ha completamente occultato le sue radici storiche. Tant’è vero che l’attuale pastore, Stefano (Steven) Gesualdi, un ex cuoco che ha lavorato presso ristoranti di lusso della città (ristoranti con storia e collegamenti molto opachi), al tempo in cui avvenne lo scandalo finanziario era “Assistente pastore” del pastore responsabile Davide Mortelliti presso la chiesa di “Fabre” che per decenni è stata la sede nazionale della “Italian Pentecostal Church of Canada”.

 

Simile operazione di rimozione della memoria pare abbia coinvolto anche la Chiesa Evangelica Internazionale e Associazione Missionaria fondata da John McTernan, il cui nome è oggi del tutto assente dal sito internet della chiesa.

Un evento di particolare rilievo è rappresentato dalla revoca del riconoscimento dei ministri di culto appartenenti alla chiesa fondata da McTernan, disposta con decreto ministeriale del 29 agosto 2018 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 218 del 19 settembre 2018 (codice redazionale 18A06005). Non si tratta di un decreto-legge, bensì di un atto amministrativo, che può essere legittimamente revocato dall’autorità competente — in questo caso il Ministero dell’Interno — per motivi di legittimità o di opportunità, secondo quanto stabilito dalla disciplina sul procedimento amministrativo. Nello specifico, il provvedimento ha annullato il decreto del 11 marzo 1975 che autorizzava l’applicazione della legge n. 903/1973 nei confronti dei ministri di culto dell’ente, consentendo loro l’iscrizione al Fondo di previdenza dell’INPS destinato ai ministri di culti acattolici. Il fatto che tale revoca sia intervenuta dopo quarantatré anni lascia presumere il venir meno di alcuni requisiti fondamentali — quali la continuità organizzativa, il riconoscimento giuridico attivo o la regolare funzione ministeriale — richiesti per il mantenimento di tale status. Una revoca di questo tipo costituisce, nel panorama normativo italiano, un’eccezione piuttosto rara e, proprio per la sua atipicità, merita particolare attenzione, anche in considerazione delle possibili implicazioni per l’inquadramento previdenziale e giuridico dei ministri coinvolti.

Conclusione

John McTernan rappresenta una figura emblematica e controversa del pentecostalismo internazionale. Da un lato, si distingue per la capacità di mobilitare risorse finanziarie importanto e costruire un ministero visibile; dall’altro, emerge come un personaggio ambiguo, con un passato segnato da opacità, legami e pratiche ministeriali discutibili. La sua biografia, letta con occhio critico, rivela una complessità che va oltre l’immagine di un semplice pastore evangelico, suggerendo il profilo di un uomo abile nel muoversi tra fede, politica e affari.

Appendice: Aimee Semple McPherson

Abbiamo visto che John Mc Ternan si iscrisse all’età di 36 anni al L.I.F.E. Bible College, affiliato all’ International Church of the Foursquare Gospel (Chiesa del Vangelo Quadrangolare) fondata da Aimee Semple McPherson (1890-1944), la cui vita sentimentale contraddistinta da diversi matrimoni problematici, tra divorzi e relazioni extraconiugali, ha contribuito a plasmare la sua figura di leader religioso controversa. L’abilità nel manipolare i media, il suo stile di vita lussuoso e le sue contraddizioni personali sono state al centro di numerose critiche da parte degli storici. Le sue pratiche religiose e il suo comportamento pubblico sono stati visti da alcuni come una forma di mercificazione della fede. Le radici dell’etica e della dottrina di John McTernan, affondano proprio nel “ministerio” di Aimee Semple McPherson. Perciò ne parliamo.

Rolf K. McPherson, figlio di Aimee Semple nato il 23 marzo 1913 dal suo secondo matrimonio, alla morte di Aimee nel settembre 1944, ne ereditò la leadership, assumendo la presidenza della International Church of the Foursquare Gospel per un lungo periodo, fino al 1988. Pare che anche Rolf fosse associato alla massoneria, aspetto che solleva interrogativi sulle influenze teologiche della denominazione.

UNA VICENDA MOLTO STRANA

Aimee Semple McPherson sparì il 18 maggio 1926, all’età di 35 anni, mentre si trovava a Santa Monica (California). All’epoca, era separata dal suo secondo marito, Harold McPherson, senza essere ancora risposata (il suo terzo matrimonio con David Hutton sarebbe avvenuto nel 1931). La sua sparizione suscitò grande preoccupazione e alimentò speculazioni. Aimee S. McPherson dichiarò di essere stata rapita da una banda di criminali messicani, ma la sua storia non convinse e suscitò dubbi e perplessità.

La predicatrice riapparve il 23 giugno 1926, dopo circa 35 giorni. Inizialmente, come detto, sostenne di essere stata prigioniera e abusata fisicamente e psicologicamente da due uomini, ma non parlò mai di abuso sessuale. La sua testimonianza includeva racconti di isolamento e minacce, ma la natura esatta delle sofferenze che diceva di aver subito rimase vaga, alimentando ulteriori speculazioni.

In seguito, McPherson ritrattò la sua versione iniziale, ammettendo di aver mentito e che la scomparsa era stata in realtà una fuga volontaria per sfuggire alla pressione della sua vita pubblica e privata. Questo cambiamento alimentò voci su un possibile coinvolgimento in un affare sentimentale o su una drammatizzazione mediatica per recuperare attenzione.

Subito dopo la sua ricomparsa, McPherson si trovò accerchiata dai media, e la sua versione fu ulteriormente messa in discussione, in particolare a causa di discrepanze nel racconto e della rapidità con cui riacquistò la sua popolarità. Nonostante la confusione, riuscì a sfruttare a proprio vantaggio per rafforzare il suo legame con i fedeli.

La vicenda portò a un processo per frode, ma McPherson fu assolta. Nonostante le contraddizioni delle sue varie versioni, la sua abilità oratoria e nel manipolare l’opinione pubblica le permise di recuperare popolarità. Nonostante la sua pessima testimonianza, tutti i più grandi predicatori pentecostali andarono a renderle omaggio visitando la denominazione che aveva creato: da Donald Gee a Smith Wiggleswoort, da David Du Plessis al presidente delle Elim britanniche.

La vicenda è ricostruita in Matthew Avery Sutton, Aimee Semple McPherson and the Resurrection of Christian America, Harvard University Press, 2007

Bibliografia
  • Colombo A., La disunità del mondo. Dopo il secolo globale, Feltrinelli, Milano, 2010, p. 214.
  • McTernan, John. “The Importance, the Significance and the Results of Water Baptism.” In One in Christ, 13:3–8, 1977.
  • McTernan, John. “Water Baptism: A Response to the Paper ‘The Distinguishing Characteristics of Charismatic Spirituality’ by Fr. Killin McDonnell, OSB.” In One in Christ. Vol. 10, 1974.
  • Conversazioni private registrate tra F. Chinnici e B. Frattarelli.
  • Martinez, Mary B. From Rome Urgently, Statimari, 1979
  • “Interdenominational Dialog on Holy Spirit Planned.” Church of God Evangel, 13 dicembre 1971, p. 20.
  • The Foursquare Magazine, aprile 1956, p. 20; luglio 1958, p. 25; gennaio 1959, p. 32; febbraio 1960, vol. 33, nr. 2, p. 31; giugno 1962, p. 32; luglio 1962, pp. 33-34; maggio 1964, p. 31.
  • Foursquare World Advance, settembre 1964, Vol. 1, Nr. 1, p. 12.
  • The Foursquare Magazine, aprile 1956, p.20.
  • The Foursquare Magazine, luglio 1958, p.25.
  • The Foursquare Magazine, gennaio 1959, p.32.
  • The Foursquare Magazine, febbraio 1960, vol.33, nr.2, p.31.
  • The Foursquare Magazine, giugno 1962, p.32.
  • The Foursquare Magazine, luglio 1962, p.33, 34.
  • The Foursquare Magazine, maggio 1964, p.31.
  • Foursquare World Advance, settembre 1964, Vol.1, Nr.1, p.12.
  • Church of God Evangel, 13 dicembre 1971, p.20.
  • “Interdenominational dialog on Holy Spirit planned,” articolo allegato.
Fonti aggiuntive
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