Gli accordi segreti per creare le “Assemblee di Dio in Italia” (ADI).

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Henry Hamilton Ness (1894-1970) era un importante esponente delle Assemblies of God USA, le Assemblee di Dio americane, era pastore della Hollywood Temple Full Gospel Assembly di Seattle (ora Calvary Christian Assembly), aveva inoltre fondato il Northwest Bible Institute di Seattle ed era legato a massoneria e servizi segreti.

Di lui parla anche Roberto Bracco nel volume “La verità vi farà liberi”, informandoci che partecipò al V Convegno pastorale pentecostale nazionale tenutosi a Roma nel 1946 sebbene non fosse stato invitato. Il Bracco aggiunge – sempre riferendosi a Ness -, che egli era “assertore convinto dell’organizzazione, ma anche generoso e disinteressato consigliere per costituirla. Il paradosso fu proprio accentuato dalla contemporanea presenza in quel convegno degli esponenti dell’inorganizzazione e dell’organizzazione e cioè dei fratelli Di Nicola e Ness; purtroppo la presenza e la parola del secondo prevalse su quella del primo e l’organizzazione incominciò la sua marcia”. 

Avremo modo di parlare dei legami di Henry H. Ness con la massoneria e i servizi segreti fornendo particolari inediti sulla sua vita. Per il momento ci basta dire che in quegli anni Henry H. Ness fece diversi viaggi in Italia e in Europa per incontrare autorità politiche e religiose a favore della libertà religiosa in Italia e in Spagna per conto di circuiti massonici legati ai servizi segreti.

Dall’International for Christian Leadership al National Prayer Breakfast

Tra le sue molteplici attività, egli faceva parte del comitato esecutivo dell’International for Christian Leadership (ICL), un’organizzazione anti-comunista che sebbene assumerà questo nome nel 1944 già esisteva dal 1935 come National Committee for Christian Leadership. Essa è stata creata dal pastore metodista, anche lui di origine norvegese e anche lui sionista e residente a Seattle, Abraham Vereide (1886-1969).  Alla morte di A. Vereide, alla guida dell’organizzazione succederà Douglas Coe (1928-2017) che per anni ne era stato suo fedele collaboratore. D. Coe sosteneva che bisognava essere “invisibili”, e così ne ha cambiato di nuovo il nome in The Family o Fellowship, allargando il concetto di “cristiano” pure ad ebrei e musulmani. Stiamo parlando di un’organizzazione internazionale che coinvolge le élite di molte nazioni del mondo. I cambiamenti di nome nel corso degli anni, evidenziano come le ambizioni dell’organizzazione siano cambiate dall’essere a carattere nazionale a internazionale per poi evolvere in qualcosa di segreto ed esclusivista. Detta organizzazione oltre ad essere un covo di massoni era anche un covo di sionisti ed era totalmente controllata dai servizi segreti americani. (cfr. Harry S. Truman & William R. Denslow, 10,000 Famous Freemasons from K to Z Part Two, Kessinger Publishing’s Rare Reprints, 2004, pag.81). Ed Henry Hess, repetita iuvant, faceva parte addirittura del suo comitato esecutivo.

Più recentemente quest’organizzazione è salita alla ribalta della cronaca come “MAFIA CRISTIANA” a seguito dei retroscena raccontati in due libri scritti da uno dei suoi ex membri, Jeff Sharlet, che poi sono diventati dei documentari prodotti da Netflix

H. Ness non operò solo in Italia ma anche in altre parti d’Europa, in particolare in Spagna, Grecia e Portogallo e per questioni che esulano il pentecostalismo. Persino la creazione delle “Assemblee di Dio in Italia” è da ritenersi secondaria rispetto a quello che egli fece effettivamente in Europa. Eppure, Henry H. Ness riveste un ruolo fondamentale nella storia delle “Assemblee di Dio in Italia” perché in realtà è lui l’ideatore e il reale fondatore di questa denominazione religiosa, e senza di lui (e Frank B. Gigliotti) oggi le “Assemblee di Dio in Italia” non esisterebbero. 

Grazie ad Henry H. Ness arriveranno dall’America molti aiuti, e non solo finanziari. In un tempo quando i pentecostali italiani aborrivano ogni forma di organizzazione religiosa, ritenendola contraria alla Bibbia e allo Spirito Santo, Ness dovette prodigarsi molto per attuare il “piano di creazione delle chiese Assemblee di Dio in Italia”. E per farlo dovette operare principalmente su tre fronti:

  1. Spirituale. Tenendo degli studi biblici per convincere i conduttori che la creazione di un’organizzazione religiosa era biblica e non contraria alla libertà dello Spirito Santo come invece avevano creduto per anni grazie all’insegnamento ricevuto da L. Francescon e, indirettamente, da W. Durham (The Pentecostal Evangel, 11 ottobre 1947, pag. 11).
  2. Materiale. Acquistando immobili per creare qualcosa di concreto e visibile, ad esempio una sede centrale, con lo scopo di coalizzare, e non solo psicologicamente, le varie comunità pentecostali italiane.
  3. Politico. Facendo pressioni sul Vaticano e sulle autorità di governo – appena formato e intimidito in una sorta di sudditanza (non solo psicologica) nei confronti degli Stati Uniti -, affinché non solo non ostacolassero la nascita dell’organizzazione “Assemblee di Dio in Italia”, ma in qualche modo ne agevolassero l’iter in modo che, incanalando le varie comunità in un unico “contenitore”, fosse più agevole controllarle.
The Pentecostal Evangel, 11 ottobre 1947, p.11

D’altronde, va considerato che la presenza di un pastore laureato come Henry Ness, aveva un grande impatto sui pentecostali di allora e un fascino particolare per i conduttori di chiesa, in quanto la maggioranza di loro era composta, coerentemente alla media italiana, da persone semplici, per la maggior parte operai e braccianti agricoli.

E così, fedele alla sua visione e ai suoi obiettivi, il Pastore Dott. Henry Ness:

  1. Terrà a Roma, dal 5 al 15 Agosto 1947, precisamente presso la Chiesa Metodista di Roma di via Firenze 38, allora conosciuta come “Cappella inglese”, che dopo un ostracismo durato anni finalmente si stavano aprendo al dialogo con i pentecostali grazie all’interessamento di credenti anglosassoni incluso lo stesso H. Ness. Le conferenze, che allora venivano chiamate “Conversazioni bibliche”, avranno come tema proprio: “il governo della chiesa e l’organizzazione” (cfr. Risveglio Pentecostale, Anno II, 1947, n.1, pag.11; The Pentecostal Evangel, 11 ottobre 1947, pag. 11). Saranno i primi studi di teologia sistematica tra i pentecostali italiani, i quali avranno un certo successo. La scelta di quel tema fu tutt’altro che casuale perché aveva il preciso scopo di demolire la visione congregazionalista e antidenominazionale dei pionieri pentecostali rappresentati in quel convegno da Nicola Di Gregorio inviato da L. Francescon, e che non poteva mai competere con il carismatico e astuto Dott. Henry Ness. Obiettivo di Henry Ness era un vero e proprio indottrinamento ai danni degli ingenui conduttori pentecostali di allora per coinvincerli che la creazione di un’organizzazione religiosa era biblica e non contraria alla libertà dello Spirito Santo come invece essi credevano sulla base degli insegnamenti ricevuti da L. Francescon e W. Durham.Solo questo spiega tre sessioni di studio al giorno per ben dieci giorni. Fu un vero bombardamento psicologico. Tuttavia, Ness sa bene che questo non basta per creare un’organizzazione. Naturalmente in quel contesto non poté non parlare pure del battesimo nello Spirito Santo e dei carismi per convincere i conduttori (allora si chiamavano “Anziani”) ma non fu l’argomento principale. Serve qualcosa di più concreto, qualcosa di visibile, qualcosa che coalizzi le chiese. Serve una sede che funga da collante per le chiese, coordinandole, e servono tanti soldi per “conquistare” il cuore dei pentecostali affamati dalla guerra e stanchi della persecuzione.
  2. E così, a tempi di record, fa giungere i fondi necessari per acquistare subito i locali di via dei Bruzi 9-11, Roma, nei pressi di “Porta Maggiore”, che oltre a divenire la prima sala di culto di proprietà delle Assemblies of God americane in Italia, costituiranno, com’era nelle intenzioni di Ness, gli uffici della sede nazionale delle ADI (cfr. Risveglio Pentecostale, Anno IV, n.10, ottobre 1949, pag.7).
  3. Il terzo passo necessario per creare le “Assemblee di Dio in Italia”, consisteva nel persuadere le autorità politiche e il Vaticano sull’innocuità dei pentecostali e possibilmente stringere dei patti di non belligeranza. Per questo Henry Ness incontrerà molte autorità sia politiche che religiose. Venerdì 8 agosto 1947 s’incontrerà con Papa Pio XII affinché si concretizzi la creazione delle “Assemblee di Dio in Italia” (ADI). Sebbene si sia tentato di far passare il tutto come “lotta per la libertà religiosa”, in realtà l’obiettivo era creare una denominazione dove ingabbiare il pentecostalismo – che fino a quel momento non era stato possibile controllare né fermare (nemmeno con la persecuzione fascista) proprio perché variegato e senza una sede centrale. In quest’ottica i circuiti massonici e di intelligence in cui Henry Ness era incuneato, organizzeranno, a tempi di record, una grande riunione evangelistica domenica 10 agosto 1947 a Roma presso il rinomato Cine-Teatro Planetario a cui parteciperanno anche alti prelati inviati dal Vaticano come osservatori e anche evangelici non pentecostali che, però, criticheranno l’evento classificandolo come ecumenico e pubblicando una relazione negativa nella rivista “La Luce” a cui poi risponderà R. Bracco  («Lettera aperta a ‘La Luce’», Risveglio Pentecostale, 1947, n° 4, pag. 13). Il cinema Planetario al tempo era sotto la giurisdizione dei servizi segreti e della massoneria americani. Alla fine della II guerra mondiale, il patrimonio dell’Istituto Nazionale “LUCE” (L’Unione Cinematografica Educativa) era stato requisito dall’esercito americano ‒ che lo restituì solo alla fine degli anni Sessanta ‒, e messo in liquidazione nel 1947, in quanto lo si identificava come il più rappresentativo detentore della memoria del regime fascista, di cui si voleva con tutti i mezzi rimuovere il ricordo. Commissario liquidatore, nonché presidente del cinema Planetario ad esso connesso e presidente dell’ENIC (Ente Nazionale Industrie Cinematografiche) era stato nominato dagli americani il massone commendatore Tommaso Fattorosi.

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La notizia di questo incontro tra il Past. Henry H. Ness e Papa Pio XII apparve sulla prima pagina dell’Osservatore Romano – l’organo ufficiale del Vaticano – il 9 agosto 1947 che ovviamente i pentecostali non leggevano. In ogni caso non è da escludere che la dicitura “Nesh” al posto di “Ness” sia stato un errore volontario per depistare eventuali lettori.

 

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La foto dell’Osservatore Romano del 9 agosto 1947 con la notizia della speciale udienza di Henry H. Ness con Pio XII. “Nesh” è un cognome ebraico e infatti Henry H. Ness era ebreo.

 

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La notizia dell’udienza privata tra Ness e Papa Pio XII venne ripresa negli Stati Uniti dal Seattle Daily Times il 19 Agosto 1947 con questa precisazione:

“Un Pastore ha un udienza con il Papa…
Il Dott. Ness è andato a Roma per fondare e riorganizzare le chiese ‘Assemblee di Dio’ in Italia e in Svizzera […] Il Dott. Ness ha parlato con il Papa della persecuzione religiosa e dell’attitudine anti-Protestante dei governi Francese e Spagnolo”.

Si noti bene che il Seattle Daily Times (il quotidiano della città dove risiedeva Henry Ness) dice esplicitamente che Ness sia andato in Italia per fondare le chiese delle “Assemblee di Dio in Italia, e anche per questo si incontra con il Papa.

Chi abbia passato le informazioni al quotidiano è facile capirlo dal momento che Seattle è proprio la città nella quale viveva Henry H. Ness, ed egli aveva l’abitudine di informare in prima persona gli organi di stampa. Pertanto, è verosimile che sia stato lo stesso Henry Ness a dare la notizia al quotidiano, specificando le ragioni del suo viaggio a Roma: fondare le “Assemblee di Dio in Italia”!

henry-ness-pope AoGQuasi un mese dopo, anche le Assemblies of God USA riportarono la notizia nel loro organo ufficiale, The Pentecostal Evangel del 13 Settembre 1947, in cui riportarono virgolettato le testuali parole dello stesso Henry H. Ness:

“Il Pastore Henry H. Ness di Seattle, Washington, ci ha mandato un cablogramma dall’Italia: Udienza privata. Trenta minuti con Papa Pio XII. Argomenti: Condizioni religiose, economiche e politiche, presenti e future”. (The Pentecostal Evangel, 13 settembre 1947, pag.13).

Sì, avete letto bene: condizioni:

  1. religiose,
  2. economiche,
  3. politiche.

Qual è il motivo per cui un pastore debba affrontare questioni di natura economiche e politiche? Tranne che Henry H. Ness, in qualità di agente della CIA, s’incontrava con il Papa non solo per perorare la nascita delle ADI ma anche per conto dei servizi segreti, ragion per cui il titolo di “pastore” fungeva da copertura. La creazione delle “Assemblee di Dio in Italia” fu pianificata, sponsorizzate (e forse pure finanziata considerata la crescita anomala proprio in quel periodo dell’azienda di calzature Melluso che pare essere il garante delle “Assemblee di Dio in Itali” ?) da “poteri” superiori che utilizzarono i servizi segreti e la massoneria (e la Mafia?) per attuarli.

Appare chiaro, quindi, che in quell’incontro riservato Henry Ness e Pio XII fecero degli accordi di varia natura e non solo legati alla nascita delle “Assemblee di Dio in Italia”; accordi che riguardavano non solo il presente ma anche il futuro come scrisse lo stesso Ness nel cablogramma che inviò: “presenti e future”, ossia con dei piani e degli accordi precisi per il futuro che riguardano la nascita delle chiese ADI, ma non solo.

Due fattori importanti precedettero l’incontro

Henry H. Ness non piombò all’improvviso in Vaticano (così come non era piombato all’improvviso nel convegno pentecostale nazionale del 1946 quando si presentò senza essere invitato. Approfondiremo questo in un altro articolo), ma il suo incontro con Papa Pio XII fu studiato e preparato prima. In qualità di agente dei servizi segreti, egli avrebbe dovuto toccare diversi punti e non solo la questione dei pentecostali. Infatti, l’incontro tra Henry Ness e Papa Pio XII fu corollato e preceduto da due fattori molto importanti. Il primo, fu la lettera che il presidente degli Stati Uniti H. Truman inviò al pontefice giusto un paio di giorni prima dell’incontro, e l’altro fu il ruolo dell’ambasciatore degli Stati Uniti presso la santa sede, M. Taylor, che oltre ad essere un agente dei servizi segreti era anche massone.

1. La lettera di Truman al Papa

Giusto un paio di giorni prima, precisamente il 6 Agosto 1947, il presidente americano Harry Truman, anche lui un massone come tutti i personaggi coinvolti in questa vicenda, come l’ambasciatore Myron Taylor e Frank Gigliotti, aveva inviato una lettera a Pio XII in cui sostanzialmente lo invitava ad allearsi con il popolo americano (a maggioranza protestante) per combattere il comunismo. Il Papa accolse quell’invito visto che nel dopoguerra la diffusione del comunismo in Europa e in Italia stava preoccupando seriamente anche il Vaticano (cfr. Ennio Di Nolfo, Vaticano e Stati Uniti 1939- 1952 [Dalle carte di Myron C. Taylor], Franco Angeli Editore, Milano 1978, pag. 66).

Questa lettera, dai toni estremamente interessanti, fu pubblicata dal quotidiano del Vaticano L’Osservatore Romano, la quale preparava la strada allo storico incontro tra Henry H. Ness e il pontefice. Tra le altre cose, Truman scriveva a Pio XII:

“La guerra ha dimostrato che tutte le persone, senza badare a divergenze di confessioni religiose, riescono a unire i loro sforzi per la preservazione e il mantenimento dei principi di libertà, di moralità e di giustizia. Esse devono unire i loro sforzi per ottenere una pace durevole, […]. Dobbiamo aver fede nel trionfo inevitabile della verità e della onestà; fede che l’umanità possa vivere in libertà, e non nelle catene della falsità e neppure in quelle di una collettivista organizzazione delle loro vite; fede così piena che darà energia a tutti gli uomini per costruire con tenacia un migliore mondo sociale ordinato nel dominio di se stessi [….]. La nostra meta comune è di risvegliare e rinvigorire la fiducia dell’uomo di raggiungere gli eterni valori già nella nostra generazione, nonostante gli ostacoli che esistono o possono sorgere sul cammino”.

E con la lettera di Truman, l’Osservatore Romano pubblicò anche la risposta di Pio XII, datata 26 agosto, in cui il capo del Vaticano espresse la sua soddisfazione e il suo ringraziamento:

“per questa nuova testimonianza del desiderio e del proposito di una nazione grande e libera di consacrarsi, con la sua caratteristica fiducia e generosità, al nobile compito di rafforzare le basi di quella pace, a cui anelano tutti i popoli della terra”.

Cfr. L’Osservatore Romano, 1-2 Settembre 1947. Una parte della lettera di Truman fu pubblicata anche su La Stampa del 29 Agosto 1947.

 

2. L’ambasciatore e agente della CIA Myron C. Taylor organizza l’incontro

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Myron Taylor con Pio XII il 15 marzo 1940

In secondo luogo, l’incontro tra Henry H. Ness e Papa Pio XII avvenne dopo che la Massoneria italo-americana si era mossa con Frank B. Gigliotti e Charles Fama – entrambi amici del primo presidente ADI Umberto N. Gorietti, e lo rimarranno sempre -, a favore dei pentecostali.

Questi massoni erano entrambi degli agenti dei servizi segreti che come copertura agivano da pastori evangelici.

Lo stesso Henry H. Ness ci fa sapere che ad organizzare l’incontro con il Papa sia stato l’Ambasciatore statunitense presso il Vaticano Myron Taylor, il quale affermò addirittura che l’udienza tra Ness e Pio XII era stata la più lunga di tutta la sua carriera diplomatica. (cfr. The Pentecostal Evangel, 11 Ottobre 1947, pag. 11).

Va specificato che Myron C. Taylor (1874-1959) – che fu ambasciatore USA presso la Santa Sede dal 1939 al 1950 (che sarà rimosso dal suo incarico su indicazione di Frank B. Gigliotti) -, era non solo un attivo massone, ma anche un agente dei servizi segreti americani che reggeva la rete di spionaggio anglo americano in Vaticano. (cfr. Ezio Costanzo, Mafia & alleati. Servizi segreti americani e sbarco in Sicilia. Da Lucky Luciano ai sindaci «uomini d’onore», ed. Le Nove Muse, pag. 122).

E va ricordato che Frank B. Gigliotti stesso era un potente agente dei servizi segreti americani che agiva sotto la copertura di pastore evangelico e dava indicazioni ad Henry H. Ness, anch’egli legato a massoneria e servizi segreti, e all’ambasciatore M.C. Taylor.

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Peter Tompkins c’informa che durante la II guerra mondiale, Pio XII aveva già stabilito dei rapporti forti con i servizi segreti americani, e l’aveva fatto proprio tramite quel Frank B. Gigliotti che sta dietro la nascita delle “Assemblee di Dio in Italia”. (cfr. Angelo La Bella & Rosa Mecarolo, Portella della Ginestra: la strage che ha cambiato la storia d’Italia, ed. Teti, pag.110).

Storia segreta della SiciliaPeraltro, il Vaticano era stato un alleato occulto ma fondamentale nelle operazioni dei servizi segreti americani in Italia, e in un documento desecretato viene detto:

“Utilizzando vari canali (diretti e clandestini), è stato possibile reperire informazioni accessibili solo presso il Vaticano, informazioni che riguardavano l’Italia e altre potenze straniere. Simili infiltrazioni sono state messe in atto anche presso la casa regnante dei Savoia e il governo Badoglio”.

(Giuseppe Casarrubea, Storia segreta della Sicilia, ed. Bompiani, pag.211).

Alla luce di tutto ciò ed essendo Frank Gigliotti a capo dei servizi segreti americani in Italia, è evidente che i rapporti tra lui e il Vaticano fossero diretti.

Sul ruolo fondamentale che giocarono in quel tempo i servizi segreti americani (di cui fanno parte i personaggi qui nominati) v’è la dichiarazione del comitato scientifico del Centro Studi “Historia Italica”, che nell’introduzione alla pubblicazione del volume contenente i documenti del “Trattato di pace del 1947”, scrive:

Infatti non scandalizziamo nessuno affermando che i servizi segreti statunitensi rivestono da sempre un’importanza vitale nel saper condizionare le scelte politiche dei governanti di turno, e l’egemonia atlantica sui nostri territori è anche il risultato della firma dello sciagurato Trattato di Pace. I politici italiani (con rare eccezioni) hanno sempre accettato questa situazione di sudditanza appagati dai privilegi di cui hanno potuto godere con la protezione e la tolleranza degli “Alleati”.

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Pertanto, ha ragione G. Butindaro quando ipotizza che dietro quest’incontro tra Pio XII ed Henry H. Ness, in quel caldo 8 agosto del 1947, vi sia stato lo zampino del potente agente dei servizi segreti della CIA Frank B. Gigliotti (cfr. La Massoneria Smascherata, Roma 2012, pag.528). Quella che per Butindaro è solo un’ipotesi interpretativa, mostrando una non comune intuizione nelle ricerche storiche, noi la confermiamo e la diamo per certa. E non tanto per il fatto che Pio XII (1939-1958) sia stato il Papa che ha aperto un dialogo con la Massoneria, ma sulla base di documenti inediti in nostro possesso che saranno pubblicati al momento opportuno, i quali provano inconfutabilmente che Frank B. Gigliotti ed Henry H. Ness non solo si conoscevano ma agivano in perfetta sinergia.

Conclusione

Prima di concludere, si noti che questa udienza tra Henry Ness e Papa Pio XII avviene in contemporanea e a pochissimi giorni di due eventi che avrebbero cambiato per sempre la storia del pentecostalismo italiano.

  1. L’incontro tra H. Ness e Papa Pio XII avvenne in contemporanea con le conferenze pentecostali di cui si è detto prima, aventi come tema il “governo della chiesa e l’organizzazione”. Quindi Henry H. Ness tra uno studio e l’altro si recò in gran segreto in Vaticano nascondendolo ai partecipanti del convegno che invece si stavano fidando in lui.
  2. L’incontro tra H. Ness e Papa Pio XII avvenne a pochissimi giorni dal VI Convegno Nazionale che si terrà a Napoli dal 16 al 18 Agosto 1947, che sancirà la nascita delle “Assemblee di Dio in Italia” (ADI) grazie proprio all’iniziativa di Henry H. Ness che agiva alle dipendenze di Frank B. Gigliotti.

Pertanto, Henry H. Ness, si recò prima da Pio XII per conto delle “Assemblee di Dio in Italia” (che sarebbero nate da lì a qualche giorno) affinché si allentasse la morsa sui pentecostali, ma anche, e soprattutto, per ottenere il nulla osta dal Papa per la creazione delle “Assemblee di Dio in Italia”.

Si consideri che la Costituzione italiana non era ancora entrata in vigore e lo Stato italiano era vincolato al Vaticano dai patti Lateranensi del 1929. La religione Cattolica, quindi, era religione di Stato, per cui se i pentecostali volevano organizzarsi come denominazione (come suggerivano Frank B. Gigliotti ed Henry H. Ness) il nulla osta del Papa e un accordo con il Vaticano erano indispensabili, pure se “scaramucce” di carattere teologico tra il popolo pentecostale e quello cattolico sarebbero continuate nel tempo. Queste “scaramucce teologiche” riguardavano, però, la base, ossia il popolino, mentre in cima gli accordi erano già conclusi.

Henry H. Ness terminata l’udienza privata con il Papa – che ricordo era stata preparata sia dalla lettera del presidente USA H. Truman che dall’ambasciatore presso la Santa Sede M. Taylor -, esce dal Vaticano e si reca alla conferenza in cui teneva degli studi sull’importanza dell’organizzazione e, si badi bene, non dice nulla ai conduttori pentecostali d questo incontro. Qualche giorno dopo, a Napoli, si terrà il Convegno in cui nasceranno le “Assemblee di Dio in Italia” (ADI).

Si noti: L’8 agosto avviene l’incontro tra Henry H. Ness e Papa Pio XII e dieci giorni dopo, il 18 agosto, i pentecostali si costituiscono ufficialmente come organizzazione religiosa, accettando l’affiliazione offerta dalle Assemblee di Dio americane proposta da Henry H. Ness. Molto inquietante questa coincidenza!

Inoltre, si consideri che solo due giorni dopo, ossia domenica 10 agosto, si terrà la prima riunione pubblica pentecostale dopo la caduta del fascismo – in barba alla circolare Buffarini-Guidi che ancora non era stata ufficialmente abrogata -, presso il cinema Planetario di Roma, che vedrà la partecipazione di un consistente numero di prelati inviati dal Vaticano come osservatori (cfr. The Pentecostal Evangel, 11 ottobre 1947, pag. 11). Un fatto questo assolutamente straordinario se si cala nel preciso contesto storico in cui il Vaticano prima si era messo di traverso contro i pentecostali.

Il tutto si verifica ben quindici anni prima dalla prima sessione del Concilio Vaticano II.

Insomma Henry H. Ness e Frank B. Gigliotti stavano lavorando con successo per conto delle Assemblee di Dio in Italia.

 

Henry H. Ness e Frank B. Gigliotti erano riusciti nell’impresa!

 

Ness e la nascita delle ADI

 

Henry H. Ness e Frank B. Gigliotti, dunque, nel creare le “Assemblee di Dio in Italia” (ADI) hanno sepolto tutto quello che avevano fatto e insegnato L. Francescon, G. Lombardi, P. Ottolini e tutti i pionieri pentecostali, per schierarsi a favore di quello che questi pionieri pentecostali avevano combattuto per tutta la vita, in molti casi pagandone le conseguenze con il carcere e il confino e in qualche caso persino con la morte.

Creando le “Assemblee di Dio in Italia” (ADI), i pentecostali che vi aderirno hanno di fatto imposto ai pionieri pentecostali una seconda persecuzione, una seconda morte, ancora più tragica, da un certo punto di vista, rispetto alla prima, perché ne hanno offeso e respinto l’eredità.

Essere eredi di Francescon, Lombardi, Ottolini e di tutti i pionieri pentecostali, significa ripartire dai temi dell’anti-denominazionalismo e del congregazionalismo biblici, mentre con la nascita di questa denominazione ne hanno, de facto, rinnegato le origini e tagliate le radici.

A questo punto, tornando al tema dell’incontro tra Henry H. Ness e Papa Pio XII, sorgono delle domande di riflessione.

Alcune domande di riflessione

  1. Come mai i pentecostali italiani non hanno mai parlato di questi fatti? Non ne hanno parlato né nei corsi sulla storia del movimento pentecostale che si sono tenuti in questi decenni all’Istituto Biblico Italiano (IBI), né nei seminari di istruzione biblica che si sono tenuti nelle varie zone d’Italia, né in altri istituti pentecostali, né in nessun’altra parte. Non ne hanno mai parlato nei libri di storia che hanno pubblicato sul tema. Perché? Come mai per sapere di questo incontro privato tra Henry H. Ness e Papa Pio XII si è dovuto aspettare fino al 2012 l’uscita del volume “La Massoneria Smascherata” di G. Butindaro? Prova ne è, che se prima nessuno ne aveva parlato, adesso, dopo la pubblicazione di questo volume, altri sono stati obbligati a farlo, non potendo più continuare a nasconderlo; ma è stato fatto in modo mistificatorio con l’intento di portare confusione e non chiarezza.
  2. Come mai mentre negli Stati Uniti si era parlato dell’udienza privata tra Henry Ness e il Papa, in Italia l’evento è stato tenuto nascosto per settant’anni?
  3. Inoltre, come abbiamo visto, proprio in quelle settimane (5-18 Agosto 1947) il Dott. Henry H. Ness predicava e insegnava ogni giorno ai conduttori pentecostali di tutta Italia, eppure non disse mai nulla a loro. Non è assurdo che l’abbia nascosto? Come mai Henry Ness nascose ai conduttori pentecostali di allora, suoi colleghi, che partecipavano in quei giorni alle sue conferenze, che egli si era incontrato con il Papa? Eppure i pentecostali di allora si stavano fidando di lui al punto da voltare le spalle al congregazionalismo dei pionieri L. Francescon, G. Lombardi, P. Ottolini e di tutti gli altri, per lasciarsi convincere che era il caso di dare vita alla denominazione “Assemblee di Dio in Italia”. Hanno fatto bene a fidarsi di Henry H. Ness?
  4. Accertato che il massone e agente dei servizi segreti Henry H. Ness si recava in Vaticano tra uno studio biblico e l’altro che faceva ai pentecostali, ci si chiede se stato accompagnato da qualche pastore italiano come Umberto N. Gorietti. D’altra parte, è credibile che il primo presidente delle ADI, Umberto N. Gorietti, che intrattenne rapporti di amicizia con lui e Frank B. Gigliotti, sempre, fino alla loro morte, non ne sapesse nulla? O forse sapeva e non ha detto? E perché l’ha tenuto nascosto? Come mai non ha scritto nulla nemmeno F. Toppi che perlomeno aveva accesso al The Pentecostal Evangel, l’organo ufficiale delle Assemblies of God che invece ne aveva riportato la notizia?
  5. Possiamo dire a questo punto che le “Assemblee di Dio in Italia” sono un’organizzazione religiosa nata con l’inganno? Certo che sì! La nascita delle “Assemblee di Dio in Italia” è stato frutto di un inganno orchestrato dalla massoneria e dai servizi segreti ai danni dell’intero pentecostalismo italiano.

© StoriaPentecostale.org

NOTA.

Per la maggior parte delle informazioni e dei documenti di questo articolo siamo debitori al volume “La Massoneria Smascherata” di G. Butindaro (Roma 2012) fruibile gratuitamente su internet, in particolare da pag. 524 a pag. 552.

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